Saldo e stralcio: quando interrompe la prescrizione
Contenzioso bancario · Riconoscimento del debito · Prescrizione
Il provvedimento è stato ottenuto nell’ambito di un giudizio patrocinato dall’avv. Corrado Mattarelli.
Una proposta di saldo e stralcio non equivale necessariamente al riconoscimento del debito. Per stabilire se interrompa la prescrizione occorre esaminarne il contenuto e il contesto. È questo il criterio applicato dalla Corte d’appello di Catanzaro nella sentenza del 10 dicembre 2024.
Il debitore impugna l’ordinanza che aveva respinto la domanda di accertamento della prescrizione di un credito da conto corrente e la conseguente richiesta di cancellazione della segnalazione in Centrale Rischi. La banca, assistita dall’Avv. Corrado Mattarelli, oppone una comunicazione del difensore del debitore contenente una proposta di definizione del rapporto con pagamento ridotto e dilazionato.
Il contenuto della proposta transattiva
La Corte distingue il negoziato che mette in discussione l’esistenza o la misura dell’obbligazione dalla richiesta che si limita a modificarne l’adempimento. Nel primo caso la trattativa non comporta, per ciò solo, riconoscimento; nel secondo può risultare un comportamento incompatibile con la volontà di negare il diritto del creditore. L’effetto previsto dall’art. 2944 c.c. dipende quindi dal significato effettivo della dichiarazione, non dall’etichetta attribuita alla proposta.
Nel caso concreto, la comunicazione aumentava l’offerta già formulata e chiedeva una diversa scansione dei pagamenti, senza contestare né l’esistenza né l’ammontare del debito. La motivazione vi ravvisa un riconoscimento idoneo a interrompere il termine. La successiva richiesta di pagamento della banca era intervenuta prima che decorresse un nuovo decennio.
Questo accertamento è sufficiente a decidere il gravame. Restano assorbite le ulteriori contestazioni relative alla ricezione di altre comunicazioni interruttive: la Corte non ne conferma dunque autonomamente l’efficacia, ma individua nella proposta transattiva una ragione decisiva e autosufficiente.
Esito e portata della decisione
L’appello è respinto. Anche la richiesta di cancellazione dalla Centrale Rischi non viene accolta, poiché era fondata sulla dedotta estinzione del credito per prescrizione. La decisione non esprime una regola generale sulla correttezza di qualsiasi segnalazione a sofferenza. Il suo apporto riguarda la lettura sostanziale delle comunicazioni di rientro: una richiesta di riduzione o dilazione può conservare il diritto del creditore quando, valutata nel contesto, presuppone senza riserve il debito che si intende regolare.
Il provvedimento
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