Firma disconosciuta e prova del saldo
Contenzioso bancario · Fideiussione · Verificazione della scrittura
Il provvedimento è stato ottenuto nell’ambito di un giudizio patrocinato dall’avv. Corrado Mattarelli.
Il disconoscimento della firma e la contestazione del saldo pongono problemi probatori diversi. La sentenza del Tribunale della Spezia del 12 luglio 2023 li affronta separatamente, spiegando perché una consulenza grafologica possa essere necessaria mentre un’ulteriore consulenza contabile risulti superflua.
La controversia nasce dall’opposizione di una garante al decreto ingiuntivo relativo a un conto corrente affidato. La banca cessionaria, assistita dall’Avv. Corrado Mattarelli, produce i contratti del rapporto, le fideiussioni e la documentazione contabile. L’opponente nega di avere prestato la garanzia, disconosce le sottoscrizioni e contesta la possibilità di ricostruire il debito.
Verificazione della firma e ricostruzione del saldo
Il Tribunale richiama il riparto dell’onere probatorio nel giudizio di opposizione: il creditore, attore in senso sostanziale, deve dimostrare il titolo e la scadenza della pretesa; al debitore compete la prova dei fatti estintivi. Nel caso concreto vengono esaminati non soltanto l’estratto di saldaconto, al quale è attribuito valore indiziario, ma anche i contratti di conto e affidamento e la serie degli estratti a partire dal saldo iniziale zero.
Quanto alle firme, il procedimento di verificazione si avvale di una consulenza grafologica che confronta le sottoscrizioni contestate con quelle certamente autentiche e con un saggio grafico. Il giudice ne recepisce le conclusioni dopo averne valutato metodo, chiarezza, coerenza e riscontri documentali. L’autografia viene quindi accertata attraverso il percorso istruttorio, non semplicemente presunta in ragione della produzione del documento.
Diversa è la risposta alla richiesta di consulenza contabile reiterata nella fase conclusiva. A fronte della documentazione contrattuale e degli estratti completi, l’opponente non aveva formulato contestazioni specifiche delle poste. Il Tribunale ritiene pertanto non necessaria un’ulteriore indagine tecnica sul saldo. La consulenza serve a risolvere questioni effettivamente individuate e rilevanti, non a ricercare indistintamente possibili ragioni di opposizione.
Esito e portata della decisione
Il decreto viene confermato. La decisione evidenzia l’importanza di distinguere autenticità del titolo, contenuto della garanzia e quantificazione dell’esposizione: il buon esito di una verificazione grafologica non sostituisce la prova contabile, così come la richiesta di una consulenza sui conti non esonera dall’indicare le concrete criticità del rapporto.
Il provvedimento
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